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Formazione, Scuola e Università

Orientamento

Le lauree giuste per trovare lavoro più facilmente

Raggiungere traguardi nel più breve tempo possibile. Per essere spendibili nel mondo del lavoro,
conta di più la regolarità negli studi di una laurea ottenuta, magari col massimo dei voti, ma anni e anni fuori corso. La pensano così i direttori del personale di 102 aziende italiane interpellati dalla rivista “Campus” in edicola venerdì e lo conferma Paolo Citterio, presidente dell'associazione Direttori Risorse Umane: “Regolarità e tipo di laurea sono gli elementi vincenti di un curriculum”. Meglio allora le facoltà scientifiche (Ingegneria meccanica, gestionale, elettronica e civile), ma anche Economia. Bene, tra quelle umanistiche, Giurisprudenza e Scienze politiche, assolutamente no Lettere e Comunicazione..... continua
fonte: metronews.it

Riorganizzazione istruzione tecnica superiore

E' stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il Dpcm che, nell'ambito dei percorsi post scolastici, ridefinisce l'organizzazione del sistema dell'Ifts e traccia le linee guida per la costituzione degli Its. Il Dpcm 25 gennaio 2008, che riguarda la riorganizzazione dell'istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts) e la costituzione degli istituti tecnici superiori (Its), è stato riportato sulla Gazzetta Ufficiale n. 86 - Serie generale dell'11 aprile 2008.
fonte:
Pugliaimpiego.it

Un sito dedicato all'obbligo di istruzione

Il Ministero della Pubblica Istruzione ha attivato un portale dedicato all'obbligo di istruzione.
Il portale, raggiungibile all'indirizzo
www.indire.it/obbligoistruzione, è stato predisposto dall’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia scolastica ed è finalizzato a sostenere tutti coloro che sono impegnati nell’attuazione del nuovo obbligo di istruzione.

Rapporto AlmaLaurea: la condizione occupazionale dei laureati rimane stazionaria

La condizione occupazionale dei laureati rivela l'immobilità sociale dell'Italia. E nelle professioni liberali tutto questo diventa "ereditarietà" del lavoro svolto. "Il 44% dei padri architetti ha un figlio (maschio) laureato in architettura; il 42% dei padri laureati in giurisprudenza ha un figlio con il medesimo titolo di studio; il 41% dei padri farmacisti ha un figlio con lo stesso tipo di laurea; il 39% dei padri ingegneri ha un figlio ingegnere; il 39% dei padri medici ha un figlio laureato in medicina".
È quanto rivela il "X Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati italiani" realizzato dal Consorzio interuniversitario AlmaLaurea, che fotografa linee di tendenza, occupazioni e retribuzioni dei laureati in Italia.......
continua
Fonte: www.helpconsumatori.it

Tirocini per laureandi o neo-laureati


Se sei laureanda/o o neo-laureata/o da oggi c'è una opportunità in più per accedere al mondo del lavoro:
il programma FixO promosso dal Ministero del Lavoro per favorire l'inserimento di giovani in aziende, tramite tirocini formativi.
Il programma sarà operativo per tre anni e le modalità di partecipazione sono fissate da ognuna delle 61 Università nazionali che hanno aderito......
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Università private. Il segreto del loro successo


Un interessante Viaggio attraverso le Università private in Italia è stato pubblicato da Unimagazine.it .
L'offerta universitaria privata è molto ampia, ed è composta da nomi importanti, come la Bocconi, la LUISS, la IULM, la Cattolica........
continua

Il 63% dei Dottori che escono dall'Università di Catanzaro trova lavoro entro un anno.

Ad un anno dal conseguimento del titolo i laureati di primo livello presentano un tasso di occupazione pari al 63%, contro il 48,5% del totale Atenei ..... continua

Il 52% dei Dottori che escono dall'Università di Udine trova lavoro entro un anno

A un anno dal conseguimento del titolo di laurea triennale, il 52% dei neo-dottori all'università di Udine, a fronte del 48,5% del totale degli Atenei italiani, ha trovato occupazione. Di essi, il 39% si dedica esclusivamente al lavoro, mentre il 13% .......
continua

La condizione occupazionale dei laureati triennali nell'Università di Lecce

Per la prima volta quest’anno è possibile raccontare, in forza della consistenza numerica, il destino dei laureati di primo livello dell’Università “riformata”.
A un anno dal conseguimento del titolo,
AlmaLaurea ha fotografato, Ateneo per Ateneo, il salto nel mondo del lavoro di tutti i laureati post-riforma (i cosiddetti “triennali”) del 2005: quanti lavorano, quanti invece continuano gli studi, lo stipendio degli occupati, la stabilità dell’impiego.
L’approfondimento sui laureati post-riforma fa riferimento all’indagine sperimentale nazionale, conclusa nel mese di febbraio 2007, sulla condizione occupazionale e formativa di tutti i laureati di primo livello dell’intero anno solare 2005. Si tratta di quasi 80mila dottori di 41 università italiane.
I neolaureati di primo livello dell’Università del Salento coinvolti sono 1.084.
“I laureati di primo livello, in generale, si laureano prima, sono più giovani e più regolari. E quando cercano lavoro lo trovano come i colleghi pre-riforma, addirittura con guadagni lievemente superiori – commenta Andrea Cammelli, professore dell’Università di Bologna e direttore di AlmaLaurea - Ma le loro intenzioni (per scelta o necessità?) sono altre: continuare a studiare. L’unico obiettivo della riforma che pare mancato, infatti, riguarda il passaggio anticipato, con la laurea triennale, dei giovani nel mondo del lavoro”.
Consulta qui i risultati dell'indagine effettuata presso l'Università salentina della condizione occupazionale dei laureati triennali.

Le Facoltà che garantiscono lavoro

Una interessante indagine per rilevare modalità e tempi di ingresso dei laureati nel mercato del lavoro è stata svolta dal Consorzio Interuniversitario
AlmaLaurea tra giugno 2006 e febbraio 2007.
L’indagine ha coinvolto quasi 80mila laureati di primo livello dell'intero anno solare 2005 di 41 università italiane aderenti al Consorzio.
Il Progetto di Ricerca, il primo in questo campo a coinvolgere tutti i laureati di un intero anno solare, è stato avviato con l’obiettivo di monitorare il procedere della riforma e il riscontro del mercato del lavoro, in particolare indagando i percorsi lavorativi e le scelte formative dei laureati nel primo anno successivo al conseguimento del titolo universitario.
L'indagine offre a chi si appresta a scegliere la facoltà universitaria utili indicazioni sulle facoltà e sugli
indirizzi universitari che offrono, almeno ad oggi, maggiori possibilità di inserimento lavorativo al termine del percorso di studi.
Sul sito
http://www.almalaurea.it/universita/occupazione/occupazione05_sperimentale/ il riepilogo complessivo e per singola Università dell’indagine svolta.


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