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UPI e MINISTERO LAVORO concordano il potenziamento dei Centri per l'Impiego
L'Unione Province Italiane ed il Ministro del lavoro On. Sacconi hanno firmato un Protocollo d'intesa
con cui concordano una serie di iniziative finalizzate al potenziamento delle Politiche attive del Lavoro erogate dai Centri per l'Impiego.
In particolare il protocollo riconosce nei Centri per l'Impiego i luoghi chiave per gli interventi anticrisi messi in campo dal Governo, ne prevede il potenziamento e la valorizzazione, anche attraverso la definizione di standard di qualità in grado di assicurare su tutto il territorio il miglioramento dei servizi per il lavoro e l'impiego.
I Centri per l'Impiego dovranno diventare "snodo pubblico" per le politiche attive del lavoro e per l'erogazione dei servizi come i voucher sul lavoro accessorio, la certificazione dei contratti, la promozione dell'apprendistato e dei tirocini in impresa.
Leggi qui il testo del protocollo
Commessi, contabili e camerieri i profili più richiesti nel 2010
Rallenta l'emorragia di posti di lavoro. Ma quest’anno ne andranno perduti altri 178 mila. 802 mila i nuovi ingressi nelle imprese. Laureati al nord e diplomati al sud. Aumenta la richiesta di personale tecnico altamente qualificato e torna a salire la domanda di operai. Si riducono le opportunità per gli impiegati. Aumenta ancora il peso dei contratti "non standard". I risultati del rapporto Excelsior di Unioncamere (continua)
fonte: La Repubblica
Il Cnel pubblica il Rapporto 2009/2010 sul Mercato del Lavoro
Il dato più preoccupante che emerge dal Rapporto 2009/2010 è che i maggiori rischi che presenta il mercato del lavoro in Italia sono per i giovani, per i quali il rischio di essere disoccupati è triplo rispetto a quello di persone più anziane. Va tenuto presente, comunque, che la situazione negli altri Paesi dell'Europa non è migliore dell'Italia. Per esempio in Spagna il tasso di disoccupazione giovanile tocca il 40,5%, rispetto al 29,2 del nostro paese.
Il rapporto evidenzia che l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro è stato facilitato dalle nuove forme contrattuali.
Leggi qui il Rapporto
Al Nord aumenta il numero dei disoccupati, al Sud aumenta la durata della disoccupazione
Nel 2009, i disoccupati sono aumentati più al Centro-Nord (+29,9%), quasi 30 volte di più che al Sud (+1,4%). E, nella classe di età 15-24 anni, la disoccupazione è arrivata al 20,1% al Centro-Nord e al 36% al Sud. Qui crescono anche i disoccupati di lunga durata (sono il 6,6% del totale, erano il 6,4% nel 2008). Ma la crisi sembra essere iniziata prima al Sud e lì sembra durare più a lungo. Gli occupati al Sud sono quindi tornati ai livelli di dieci anni fa. Questa la fotografia che emerge dal 'Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno 2010', presentato oggi a Roma.
Dei circa 530mila posti di lavoro persi nell'ultimo anno e mezzo, 335mila sono al Sud. Il tasso di occupazione nella media del 2009 è sceso di quasi un punto percentuale rispetto al 2008 (da 58,7% a 57,5%) e, su 380mila posti di lavoro in meno in tutto il Paese, 186 mila sono stati al Centro-Nord (-1,1%) e nel Mezzogiorno 194mila unità in meno (-3%) (continua)
fonte: Labitalia
Oltre 2 milioni di under 29 non lavora e non studia
Sono celibi, prevalentemente maschi, rimangono in famiglia sempre piu' spesso per problemi economici, ma uno su cinque non lavora e non studia. E' l'esercito di sette milioni di "bamboccioni", i giovani tra i 18 e i 34 anni che vivono ancora insieme ai genitori, fotografato dal rapporto Istat 2009. Gli studendi sono un terzo dei giovani che vivono in famiglia, gli occupati il 42,5%. Ma e' in crescita un fenomeno allarmante: nel 2009, segnala l'Istat, poco piu' di due milioni di giovani, ossia il 21,2 per cento degli under 29, risulta fuori dal circuito formazione-lavoro: in pratica non studia e non lavora (continua)
Fonte: AGI News On
Oltre il 30% dei giovani di 6 regioni è disoccupato
In sei Regioni il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni nel 2009 è risultato superiore al 30%. In Sardegna è al 44,7%, in Sicilia al 38,5%, in Basilicata al 38,3%, in Campania al 38,1%, in Puglia al 32,6%, in Calabria al 31,8% e nel Lazio al 30,6%.
Le Regioni con la disoccupazione più bassa, viceversa, sono la Toscana con il 17,8%, la Valle d'Aosta con il 17,5%, il Veneto con il 14,4% e il Trentino-Alto Adige con il 10,1%.
L'indagine è stata effettuata da Confartigianato che rileva, inoltre, che il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) arrivato a marzo 2010 al picco del 27,7%. L'anno scorso si era fermato al 24,8%.
Per quanto riguarda il tasso di occupazione i più bassi sono stati registrati in Campania con il 12,9%, in Calabria con il 13,4%, in Basilicata con il 13,6%, in Sicilia con il 14,2%, in Sardegna con il 15,5%, in Molise con il 17,7%, in Abruzzo e Puglia con il 18,4%.
I tassi di occupazione più alti sono stati rilevati in Valle d'Aosta con il 27,8%, in Emilia Romagna con il 28,1%, in Lombardia con il 28,8%, in Veneto con il 30,2% e in Trentino Alto Adige con 34,2%.