Informalavoro


Vai ai contenuti

Menu principale:


Riforma del Mercato del Lavoro

Provvedimenti per l'occupazione

Il decentramento dei servizi per il lavoro rappresenta il primo provvedimento connesso al più generale ambito del nuovo assetto istituzionale che si vuole dare allo Stato italiano.Con il decreto legislativo 469/97 vengono attribuite alle Regioni le competenze relative al collocamento ed alla gestione del mercato del lavoro nonché alle politiche attive del lavoro.Il processo innescato dalla “Bassanini” consente di ricongiungere queste attribuzioni a quelle finora separate (e tradizionalmente ascritte alla titolarità regionale) della formazione professionale.Quindi il progetto di costruzione dei servizi per il lavoro si intreccia con la ridefinizione delle politiche del lavoro e del loro rapporto con le politiche formative e con l'intero sistema educativo.Come è noto le politiche attive del lavoro sono state storicamente limitate in Italia ad interventi sporadici, obbiettivamente marginali, in ragione della destinazione di attenzione e risorse ai più tradizionali ammortizzatori sociali e ad interventi di carattere spesso assistenziale.

A questo riguardo un importante punto di riferimento di carattere normativo è rappresentato dalla legge 196/97, nota come “pacchetto Treu”, attuativa dell'accordo sul lavoro del 24 settembre 1996. In realtà questa Legge non interviene direttamente sul tema dei servizi per il lavoro, rimandati agli sviluppi della “Bassanini”. Vengono però introdotti nuovi istituti, come il lavoro interinale,delineate modalità rinnovate per l'esercizio di strumenti già esistenti come l'apprendistato, i Cfl ed i tirocini, nonché individuati i principi guida della riforma della legge 845/78 che, nei fatti, definiscono un ambito strategico nel quale collocare il progetto per i servizi al lavoro.Lo stesso “progetto Berlinguer” di riforma della Scuola contribuisce a produrre un contesto nuovo nel rapporto fra sistema educativo-formativo e lavoro.Il tutto viene organicamente delineato dalla cosiddetta "Legge Biagi" che rappresenta la vera svolta nelle regole e nella logica del mercato del lavoro degli anni futuri.

Il Decreto legislativo 469/97 avvia un radicale processo di riforma dei Servizi per l'impiego e ridisegna le competenze dei soggetti deputati alla gestione di tali servizi.Le funzioni ed i compiti in materia di mercato del lavoro vengono conferiti alle Regioni ed alle Province al fine di avvicinare ed adeguare sempre più le politiche per l'occupazione alle necessità di ciascuna realtà territoriale, attraverso una integrazione attiva con il sistema scolastico, della formazione professionale e dello sviluppo locale .Al Ministero del Welfare viene riservata la competenza in ordine alla vigilanza in materia di lavoro, alla gestione del Sistema informativo lavoro (SIL) ed al ruolo di indirizzo, di promozione e di coordinamento delle politiche del lavoro.Le rigide e burocratiche regole su cui si basava l'impianto del vecchio collocamento, finalizzate a garantire la parità di accesso dei lavoratori alle occasioni di lavoro, vengono definitivamente mandate in soffitta per essere sostituite da meccanismi di gestione finalizzati a favorire, sempre più e sempre meglio, l'incontro della professionalità del lavoratore con le esigenze produttive delle aziende.La regola della richiesta numerica, introdotta dalla legge 264/49 e confermata dalla legge 300/70, già ridimensionata prima dalla legge 223/91 e poi dalla
legge 608/96, viene completamente sostituita dalla facoltà di scelta nominativa, riconosciuta alle aziende, per tutti i lavoratori da assumere. L'avviamento numerico permane solo, con le modalità previste dalla legge 56/87, per le assunzioni presso gli Enti pubblici per le qualifiche che richiedono il solo requisito della scuola dell'obbligo.I vecchi Uffici di collocamento, deputati a svolgere essenzialmente un ruolo di gestione burocratico-amministrativo, vengono sostituiti dai Centri per l'Impiego con compiti, chiamati a svolgere un ruolo attivo di orientamento e di consulenza per i soggetti che tentano l'inserimento nel mercato del lavoro, nonché di promozione delle politiche attive del lavoro, ossia di interventi finalizzati ad aumentare la nascita di nuove attività produttive.La necessità di canalizzare i nuovi Centri per l'Impiego su servizi reali finalizzati all'inserimento lavorativo viene rafforzata dall'impostazione del Decreto legislativo 181/2000, modificato dal Decreto legislativo 297/2002 : l'eliminazione delle liste di collocamento, la nuova definizione dello “stato di disoccupazione”, l'attività di orientamento, la promozione di iniziative di (re)inserimento lavorativo o di formazione/riqualificazione professionale, infatti, rappresentano gli strumenti attraverso i quali i Servizi per l'impiego calibrano una efficace strategia di promozione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro.


Sono le ore di

Torna ai contenuti | Torna al menu